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venerdì 24 aprile 2009

Tra Stato e Mercato


















Un tema di grande attualità tra i grandi economisti è se questa crisi finanziaria abbia decretato o meno la fine del Capitalismo e con esso del libero mercato.
Il Capitalismo non è affatto finito anzi questa crisi l'ha rafforzato depurandolo dalle frange più perverse di esso.
La minaccia al Capitalismo l'hanno mossa le manovre "anticrisi" dei Governi coinvolti dalla congiuntura economica.
I Governi cercando di salvare realtà economiche in difficoltà hanno introdetto nel mercato delle pesanti inefficienze.
Già perchè queste grandi somme stanziate per questi salvataggi hanno un duplice effetto negativo:
  1. sottrarre risorse alla collettività,
  2. bloccare l'efficienza dei mercati lasciando sul mercato realtà non competitive.
Se un'impresa presente sul mercato si trova in difficoltà è perchè non ha operato in maniera corretta e quindi non ha dimostrato di essere all'altezza della situazione.
A meno di lungimiranti interventi di ristrutturazione, gli interventi statali sono dei soldi solamente spesi per salvaguardare posti di lavoro secondo delle antiche concezioni di wellfare che, come in Italia abbiamo visto, non hanno fatto altro che creare grossi carrozzoni parastatali tutt'altro che competitivi.
L'idea che lo uno Stato si comporti come un fondo di Private Equity non una cattiva idea ma uno Stato deve fronteggiare problemi di natura poco economica che i fondi di private equity non hanno.

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