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giovedì 24 dicembre 2009
Una Questione di competitività

mercoledì 9 dicembre 2009
I Dinosauri del Business italiano

giovedì 3 dicembre 2009
Tra Democrazia diretta e management: il Bilancio partecipato

Il Bilancio Partecipato è un’espressione della partecipazione dei cittadini nelle azioni di governo della città di San Benedetto del Tronto.
Questo è uno strumento che serve a far fronte alle richieste portate avanti dalla popolazione per mezzo dei comitati di quartiere.
Sarebbe opportuno non considerare le richieste di interventi di manutenzione ordinaria in quanto questa deve essere garantita dall’amministrazione a priori in quanto servizio minimo per il corretto uso delle infrastrutture.
Coerentemente con gli intenti del Bilancio Partecipato è opportuno considerare una metodologia di ripartizione equa del budget disponibile tra le richieste presentate.
Essendo le richieste presentate direttamente dalla popolazione per mezzo dei comitati di quartiere esse appaiono tutte come legittime ma essendo il budget a disposizione ben determinato è necessario individuare delle priorità di assegnazione delle risorse.
Il criterio proposto di conferimento delle priorità in linea con la filosofia del Bilancio Partecipato è composto da vari driver come per esempio il numero di cittadini che beneficia della realizzazione della richiesta presentata, degli attributi categorici che possano esprimere la necessità di una sorta di “volano per il quartiere” e dei driver che tengano conto della spesa passata in un determinato quartiere per far si che a rotazione si possa portare avanti un discorso di riqualificazione omogeneo in tutta la città. Dunque verrà aggiudicata una priorità maggiore a quelle richieste o progetti che realizzano opere con l’indice proposto più adeguato
Affinché il budget non sia interamente consumato da un unico quartiere si può considerare di provvedere ad escludere dalle priorità un ulteriore progetto del quartiere che si è già visto assegnare delle risorse finché anche tutte gli altri comitati abbiano ricevuto delle risorse per poter realizzare le loro richieste. Questo processo può essere reiterato ciclicamente fino al termine delle risorse rese disponibili nel budget del Bilancio Partecipato.
Il modello di assegnazione proposto è un adattamento della metodologia Zero Based Budget che si occupa di gestire l’ammontare e l’assegnazione delle spese discrezionali.
lunedì 30 novembre 2009
Rimanere per provare a cambiare

sabato 28 novembre 2009
La Cattedrale nel Deserto

giovedì 19 novembre 2009
Parla Jeff Bezos, fondatore di Amazon

lunedì 16 novembre 2009
Le incognite della ripresa

giovedì 5 novembre 2009
Costi Standard nella Sanità del Federalismo

- Approccio microanalitico: è l'approccio attraverso il quale si vuole determinare il costo standard di ogni singola prestazione erogata e tramite la sommatoria delle prestazioni erogate ed il loro relativo costo risalire al budget di spesa disponibile. Questa approccio risulta alquanto complesso e richiede dei cambiamenti organizzativi considerevoli (ad esempio implementare la contabilità analitica) e pone problemi di confrontabilità tra le varie regioni . Inoltre si pone il problema della qualità del servizio poichè avere un costo standard per la singola prestazione scoraggio l'adozione di pratiche particolarmente innovative perchè in genere più costose. Inoltre la decisione del costo standard pone secondo me un problema di dipendenza decisionale dello stato centrale che decidendo su ogni singola prestazione erogata di fatto stabile come debba essere impiagato il budget locale lasciando uno spazio limitato d'azione alle realtà locali su come impiegare le proprie risorse. Un effetto poi eventualmente amplificato dai compromessi politici-economici rendendo questo approccio poco coerente con gli intenti della riforma federalista. Valido solo come strumento di controllo!
- Approccio macroeconomico: è un approccio più robusto poichè prende in considerazione poche variabili facilmente misurabili (struttura demografica, caratteristiche epidemiologiche e sociali) . Il Budget nazionale viene ripartito considerando queste variabili come discriminanti dell'allocazione delle risorse. Tuttavia il budget di spesa viene da delle scelte meramente politiche e non definite sulla base del fabbisogno effettivo della popolazione
- Approccio risk/need adjustement: cerca di considerare le caratteristiche demografiche e sanitarie del territorio monitorando la proporzione dei malati sulla popolazione locale. In questo modo si prevede la domanda di prestazioni sanitarie. Successivamente si introduce un costo standard per tipo di malattia. Dunque si assume che una determinata patologia abbia lo stesso costo in tutta Italia (un infarto a Milano non differisce da un infarto a Roma). Questa modellazione non introduce problemi computazionali come il costo standard della prestazione poichè è stato visto che l'80% del budget è assorbito dal 25% di abitanti con malattie croniche. In tal modo aggregando le varie componenti si può risalire al fabbisogno regionale.
- Approccio Data Envelopment Analysis (DEA): si utilizza una metodologia della ricerca operativa che determina l'efficienza relativa di centri di responsabilità. Questa metodologia prevede di valutare l'efficienza come il rapporto tra qualità delle prestazioni e budget disponibile. Ovviamente si introducono dei pesi per includere le caratteristiche demografiche e sanitarie della regione. A questo punto il sistema di pesi adottato condiziona fortemente l'efficienza quindi ci si cerca tramite un algoritmo (CCR di Charnes, Cooper, Rhodes) ed il suo duale di trovare il sistema di pesi ottimali (tra quelli proposti) tali che sia massimizzata l'efficienza del centro di responsabilità e il centro di responsabilità ideale paragonabile. A questo punto per ogni unità si può risalire all'input ottimale cioè budget ottimale efficiente da assegnare alla regione. In questo modo, sommando la somma dei singoli budget regionali, si ottiene il budget di spesa nazionale.
venerdì 30 ottobre 2009
L'inerzia dell'advertising online
lunedì 26 ottobre 2009
IRAP

lunedì 5 ottobre 2009
E' il mercato, bellezza! E' il mercato...
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martedì 29 settembre 2009
Quando il calcio è una questione politica

sabato 26 settembre 2009
5 + 6 = 12 ; quando i Conti non tornano

venerdì 25 settembre 2009
Business Model Innovation Matters
Exit Strategy?

venerdì 11 settembre 2009
Internet, istruzioni per l'uso

Ecco il manifesto/istruzioni-per-l'uso redatto da alcuni blogger tedeschi:
1. "Internet è diverso" Il nuovo mezzo di comunicazione è molto differente rispetto agli altri media. Chi vuol lavorare nel campo dell'informazione deve adattare i propri metodi di lavoro alla realtà tecnologica di oggi invece di ignorare e contestare il mondo multimediale. Bisogna produrre prodotti giornalisti nuovi e migliori.
2. "Internet è un impero mediatico tascabile" Grazie a internet è possibile fare dell'ottimo giornalismo anche senza immensi investimenti. Il web riorganizza le strutture esistenti dei media abbattendendo gli antichi confini che esistevano tra giornali, televisione, radio etc.
3."Internet è la nostra società e la nostra società è internet" Wikipedia, YouTube e i social network sono diventati una parte della vita quotidiana per la maggioranza delle persone nel mondo occidentale. I mezzi di comunicazione, se intendono sopravvivere alla rivoluzione tecnologica contemporanea, devono capire i legittimi interessi dei nuovi utenti e abbracciare le loro forme di comunicazione.
4. "La libertà di internet è inviolabile" Il giornalismo del XXI secolo che comunica digitalmente deve adattarsi all' architettura aperta di Internet. Non è ammissibile che si limiti questa libertà in nome di interessi particolari commerciali o politici, spesso presentati come interessi generali. Bloccare parzialmente l'accesso a internet mette a repentaglio il libero flusso delle informazioni e il diritto fondamentale di informarsi.
5. "Internet è la vittoria dell'informazione" Per la prima volta grazie a Internet l'utente può scegliere realmente come informarsi e attraverso i motori di ricerca attingere a un patrimonio d'informazione immenso.
6. "I cambiamenti apportati da Internet migliorano il giornalismo" Grazie a internet il giornalismo può svolgere un'azione socio-educativa completamente nuova. Ciò significa presentare notizie in continuo cambiamento attraverso un processo inarrestabile. Chi vuol praticare il giornalismo deve essere stimolato da un nuovo idealismo e capire che le risorse offerte da internet sono un incredibile stimolo a migliorare.
7. "La rete richiede collegamenti" La rete è fatta di collegamenti. Chi non li usa si autoesclude dal dibattito sociale e ciò vale anche per i sitiweb dei tradizionali mezzi di comunicazione.
8. "Linkare premia, citare abbellisce" Chi fa giornalismo online deve offrire all'utente un prodotto sempre più completo. Linkare le fonti e citarle permette di conoscere direttamente e più ampiamente i temi di cui si dibatte.
9. "Internet è la nuova sede per il discorso politico" Il giornalismo del XXI secolo deve fare in modo che il dibattito politico si trasferisca sempre di più sulla rete così il pubblico potrà partecipare direttamente ai discorsi politici e dire la sua.
10. "Oggi libertà di stampa significa libertà d'opinione" I giornalisti non devono temere che la rete possa sminuire il loro compito di selezionare le notizie e informare. La vera dicotomia che invece internet realizza è quella tra il buon e cattivo giornalismo.
11. "Sempre di più: le informazioni non sono mai troppe" Sin dall'antichità l'umanità ha capito che più informazioni si hanno più è grande la libertà. Internet è il mezzo che può più di tutti può allargare la nostra libertà.
12. "La tradizione non è un modello di business" Come dimostra già la realtà odierna è possibile fare buon giornalismo su internet e guadagnare denaro. Non bisogna ignorare lo sviluppo tecnologico solo perché secondo alcuni distruggerà le aziende giornalistiche, ma bisogna avere il coraggio di investire e ampliare la piattaforma multimediale.
13. “Il diritto d'autore diventa un dovere civico su Internet” La rete deve rispettare il diritto d'autore, ma anche il sistema del copyright deve adattarsi ai nuovi modelli di distribuzione e non chiudersi nei meccanismi di approvvigionamento del passato.
14. "Internet ha molte valute" Il modo più tradizionale di finanziare i giornali online è attraverso la pubblicità. Altri modi per finanziare i prodotti giornalistici devono esseri testati.
15. “Cio' che rimane sulla rete resta sulla rete” Il giornalismo del XXI secolo non è più qualcosa di transitorio. Grazie alla rete tutto rimane nella memoria degli archivi e dei motori di ricerca e ciò fa in modo che testi, suoni e immagini siano recuperabili e rappresentino fonti di storia contemporanea. Ciò stimola a sviluppare un livello qualitativo sempre migliore.
16. "La qualità resta la più importante delle qualità" Le richieste degli utenti sono sempre maggiori. Perché un utente resti fedele ad un particolare giornale online, quest'ultimo deve garantire qualità e soddisfare le richieste del lettore senza rinunciare ai propri principi.
17. "Tutto per tutti" Internet ha dimostrato che l'utente giornalistico del XXI secolo è esigente e nel caso di un dubbio su un articolo è pronto a studiare la fonte per essere maggiormente informato. I giornalisti del XXI secolo che il lettore cerca non sono quelli che offrono solo risposte, ma quelli che sono disposti a comunicare e a indagare.
martedì 8 settembre 2009
Idea per uscire dalla crisi

domenica 6 settembre 2009
The link enconomy

giovedì 27 agosto 2009
Chi sono i vostri clienti?
lunedì 3 agosto 2009
Conflitti d'interesse made in USA

sabato 1 agosto 2009
Intendere l'advertising online

Nozze tra Microsoft e Yahoo

lunedì 27 luglio 2009
L'informatica è sempre più in to the cloud

lunedì 20 luglio 2009
Pubblicità o minifiction?
venerdì 17 luglio 2009
Che le Banche tornino a fare le Banche....

mercoledì 15 luglio 2009
Google lancia il suo sistema operativo ed inizia la lotta con Microsoft

sabato 11 luglio 2009
Lezione di economia politica:

SOCIALISMO: Hai 2 mucche.
Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.
COMUNISMO: Hai 2 mucche.
Il governo te le prende (i TUOI "compagni") e ti fornisce (a sua discrezione)il necessario per vivere.
FASCISMO: Hai 2 mucche
Il governo te le prende e ti vende il latte.
NAZISMO: Hai 2 mucche.
Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.
DITTATURA: Hai 2 mucche.
La polizia te le confisca e ti fucila.
FEUDALESIMO: Hai 2 mucche.
Il feudatario prende metà del latte e si tromba la tua morosa.
DEMOCRAZIA: Hai 2 mucche.
Si vota per decidere a chi spetta il latte.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA: Hai 2 mucche.
Si vota per chi eleggere la persona che decidere a chi spetta il latte.
ANARCHIA: Hai 2 mucche.
Lasci che si organizzino in autogestione.
CAPITALISMO: Hai 2 mucche
Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.
CAPITALISMO SELVAGGIO: Hai 2 mucche.
venerdì 19 giugno 2009
Il Turismo come industria

- Clienti: ovvero identificare il target che frequenta il territorio o eventualmente a cui ci vogliamo rivolgere. L'identificazione del target ci aiuta nel comprendere i due sucessivi punti.
- Esigenze: il turista identificato come "ideale" che necessità deve soddisfare? appare chiaro che i giovano abbiamo delle esigenze diverse da famiglie o anziani proprio per la loro natura intrinseca.
- Aspettative: capire cosa si aspettano da noi e per quale motivo ci hanno scelto; questo punto può esssere visto come un rafforzamento del differenziale competitivo della località o se manca all'individuazione di una strategia che porti alla creazione del differenziale competitivo.